Bilancio di sostenibilità, cos'è e come si fa

Il Bilancio di sostenibilità con il Decreto Legislativo 254/2016, entrato in vigore dal 2017, è obbligatorio per le imprese di interesse pubblico di dimensioni rilevanti e deve fornire informazioni di carattere non finanziario ai portatori di interesse dell'azienda. 

Può essere utile all'azienda per riuscire a prendere decisioni più sostenibili e quindi contribuire al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite SDGs.

Il Decreto indica le modalità e l’informativa da rappresentare e i diversi livelli di controllo, inoltre stabilisce anche le sanzioni per informazioni non corrette e sanzioni che riguardano sia gli amministratori e sia i soggetti che devono controllare l’attestazione delle informazioni.

Le imprese che devono, per legge, redigere il bilancio di sostenibilità sono quelle di interesse pubblico che durante l'esercizio finanziario abbiano avuto, in media, un numero di dipendenti superiore a 500 e, alla data di chiusura del bilancio, abbiano superato uno dei due seguenti limiti dimensionali: lo stato patrimoniale di 20.000.000 di euro o il totale dei ricavi netti delle vendite e delle prestazioni di 40.000.000 di euro, e quelle che siano societa' madri di un gruppo di grandi dimensioni.

 

Lo standard GRI

 

Lo Standard più adottato a livello internazionale ed anche in Italia è il GRI – Global Reporting Initiative nella sua attuale quarta versione - G4 (il 1 luglio 2018 verrà addottata una nuova versione chiamata GRI Standard). La scelta dello standard di GRI è dovuta al fatto che risulta essere il più adottato a livello internazionale ed anche perché l’informativa proposta copre tutti gli aspetti richiesti dal Decreto.

Il Global Reporting Initiative è un’istituzione indipendente permanente con sede ad Amsterdam (Olanda) ed un centro di collaborazione dell’UNEP e lavora in cooperazione con le United Nations Global Compact in relazione alle politiche connesse al perseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Lo Standard GRI-4 è strutturato attraverso specifiche linee guida che compongono

  • i principi fondamentali di rendicontazione,
  • un‘area generale,
  • un’area specifica.

 

L'area generale e specifica sono da rendicontare anche attraverso l’utilizzo di specifici indicatori di tipo quantitativo (KPI - Key Performans Indicators) di carattere economico (indicatori EC), ambientale (indicatori EN) e sociale (indicatori LA, HR, SO e PR). E’ inoltre prevista un’ulteriore rendicontazione integrativa per 10 settori specifici. 

Dal luglio 2018 entrerà in vigore la versione aggiornata con le nuove 36 linee guida ragruppate in 4 serie che aiuteranno i soggetti interessati a fare relazioni più comprensibili, esaustive e trasparenti e per rendere conto della propria attività per quanto riguarda temi come la politica adottata nei confronti dei propri dipendenti, le emissioni di gas serra, l' impronta idrica ecc… 

Qui è disponibile il video di GRI con maggiori indicazioni inerenti alla nuova versione ufficiale da adottare da luglio 2018.

 

Come fare i primi passi per redigere un bilancio di sostenibilità

 

Per poter redigere un bilancio di sosteniblità sono necessarie alcune indicazioni generali che possono aiutare un'impresa a capire come può iniziare ad approciarsi a questo tipo di strumento. Alcuni punti fondamentali possono essere racchiusi in questa lista di cose da fare:

  • Creare un Team trasversale dedicato all'identificazione delle tematiche giuste su cui rendicontare, cioè quelle davvero rilevanti per l’azienda e per tutti i suoi stakeholder di riferimento.
  • Coinvolgere i portatori di interesse stakeholder ritenuti rilevanti per l'area di competenza dell'azienda.
  • Identificare gli aspetti ambientali, sociali e di governance.
  • Essere trasparenti, chiari e con , tanto sui successi quanto sui fallimenti.
  • Per ogni obiettivo, trovare e riportare degli indicatori numerici - KPI che misurino in modo obiettivo le performance ottenute nel tempo.
  • Far certificare da un ente terzo il proprio bilancio di sostenibilità.
  • Aggiornare periodicamente il proprio bilancio di sostenibilità in modo da poter valutare i miglioramenti e le scelte che si possono fare in base ai cambiamenti aziendali.
  • Non pubblicare solo un elenco di parole e cifre, ma trasformare il report in uno strumento di comunicazione comprensibile e accattivante.

 

Esempi di Bilancio di sostenibilità

 

Diverse realtà sia pubbliche che private hanno deciso volontariamente di redigere e comunicare, secondo le linee guida GRI, i propri bilanci di sostenibilità, utilizzando anche modalità creative. 

Proprio per favorire spunti da cui partire per comunicare al meglio questa tipologia di documento, non sempre facile da leggere, proponiamo alcuni esempi rilevanti.

Il Gruppo HERA ha reso fruibile il bilancio di sostenibilità totalmente navigabile on-line sul sito web, grazie a infografiche e suddivisione con immagini molto semplici da poter visionare e comprendere.

Carlsberg Italia che in particolare promuove la diffusione dell’innovativo sistema di spillatura DraughtMaster™ che utilizza fusti in PET.

Novamont mette a disposizione due documenti, uno più divulgativo e con riferimento specifico ai Sustainable Develpoment Goals - SDGs, mentre l'altro riporta più nel dettaglio gli indicatori KPI utilizzati per le varie aree ambientale, sociale ed economica.

Lavazza oltre ad aver redatto il bilancio di sosteniblilità in maniera classica, ha coinvolto in un progetto fotografico creativo tramite un calendario virtuale presente on-line diverse persone da tutto il mondo che si occupano di implementare un obiettivo di sviluppo sostenibile - SDGs.

 

Quindi, c'è solo l'imbarazzo della scelta e puntare sulla creatività per trasmettere e coinvolgere i propri stakeholder, dopo aver redatto il bilancio di sosteniblità. E' un modo molto utile per le aziende di potere comunicare il proprio impegno nei confronti dell'ambiente, della società e dell'economia che convolge le persone e l'intero territorio con cui opera l'impresa.

Lo staff di Studio Vispa è a disposizione per implementare e proporre modalità di coinvolgimento attivo in merito a questo strumento di sostenibilità.