EMAS ed Ecolabel possono davvero contribuire al passaggio verso un'economia circolare?

EMAS ed Ecolabel per l'economia circolare

Il Regolamento EMAS e il marchio Ecolabel UE sono due strumenti creati dalla Comunità Europea per facilitare la gestione a minor impatto ambientale di Aziende, Enti pubblici e Prodotti.

EMAS aiuta nella gestione sostenibile dei processi interni ed esterni di un Impresa, mentre Ecolabel UE attesta che un prodotto/servizio di ricettività turistica sia creato e gestito con il più basso impatto ambientale possibile.

EMAS e l'Ecolabel UE sono parte integrante del quadro politico in materia di "Produzione e consumo sostenibili" e "Politica industriale sostenibile" ma è necessario che forniscano segnali più adatti ai produttori e ai consumatori per promuovere l'efficienza nell'uso delle risorse e l'economia circolare, valorizzando meglio EMAS e l'Ecolabel UE anche perchè questi regolamenti rivestono una grande importanza nel raggiungere gli obiettivi dell'agenda 2030 dell'ONU che, tra i suoi 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) è presente anche quello che rigurda come garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo (obiettivo 12).

EMAS e Ecolabel UE oltre a dare supporto in campo ambientale possono favorire anche obiettivi in campo economico. Ad esempio, le imprese, comprese le PMI che partecipano a EMAS, possono migliorare la loro efficienza finanziaria e competitività migliorando l'utilizzo delle risorse.

Un'attuazione adeguata e un uso diffuso di EMAS e l'Ecolabel UE possono stimolare l'innovazione e determinare un reale cambiamento del mercato.

Ma vediamo le criticità e le prospettive che lo studio (Fitness Check), iniziato nel 2013 e voluto dalla Comissione Europea, ha riscontato su questi due standard.

 

Valutazione

 

Per quanto riguarda le modalità con cui i regolamenti soddisfano i rispettivi obiettivi, si è arrivati alla conclusione che essi son adeguati nel:

  1. contribuire a ridurre l'impatto ambientale del consumo e della produzione;
  2. contribuire a favorire il miglioramento costante dell'efficienza ambientale delle organizzazioni e a promuovere i prodotti con un impatto ambientale ridotto.

 

Tale contributo è però:

  1. sostanzialmente limitato dal livello di diffusione di EMAS e dell'Ecolabel UE presso produttori e organizzazioni dovuto in gran parte alla ridotta consapevolezza dei portatori di interesse esterni, quali partner commerciali, consumatori ma anche autorità, che si traduce in un riconoscimento limitato della partecipazione a livello sia di mercato sia amministrativo/regolamentare, e anche dei criteri di partecipazione che in alcuni casi possono essere difficili da soddisfare per il settore industriale dell'UE; 
  2. limitato in rapporto alla portata delle sfide da sormontare per ridurre l'impatto ambientale globale della produzione e del consumo. 

 

I risultati del controllo di adeguatezza indicano che la diffusione dei regimi potrebbe essere migliore e più efficiente e hanno individuato i limiti più evidenti dei due strumenti che sono collegati al loro carattere volontario e al livello limitato di diffusione per una serie di gruppi di prodotti, oltre che alla scarsa conoscenza che si ha dei due standard. 

 

Proposte e Azioni da adottare

 

La Commissione intende massimizzare l'efficacia del regime previsto dal regolamento relativo all'Ecolabel UE, facendo in modo che abbia un impatto cumulativo superiore, grazie alle seguenti azioni:

  • elaborare un approccio più strategico all'Ecolabel UE comprendente:
    • la definizione dei gruppi di prodotti con una razionalizzazione dei criteri di selezione dei prodotti e dei criteri per la sospensione, revisione o proroga per ciascun gruppo di prodotti, tenendo conto del tasso di diffusione per i criteri esistenti. Un approccio più mirato significa anche abbinare, se del caso, gruppi di prodotti tra loro strettamente collegati (ad esempio diversi prodotti cartacei ad elevato potenziale, quali la carta da giornale e il tessuto carta);
    • la sospensione dei seguenti gruppi di prodotti: vasi sanitari a scarico d'acqua e orinatoi, rubinetteria per sanitari e apparecchiature per il trattamento di immagini, trattandosi di prodotti con una diffusione molto limitata;
    • la fissazione di obiettivi operativi specifici e adeguate attività di monitoraggio;
    • una strategia di comunicazione indirizzata sia ai produttori sia ai consumatori, che individui i destinatari e la divisione delle responsabilità per le attività di promozione condivise con gli Stati membri, l'industria e i pertinenti moltiplicatori, in linea con le priorità fissate, in particolare il programma per l'occupazione e la crescita.
  • Esaminare le opzioni per ridurre i costi amministrativi e di verifica, semplificando il processo di consultazione e sviluppando un modus operandi per l'attuazione dell'articolo 6, paragrafi 6 e 7.
  • Individuare opzioni e migliori pratiche per incrementare il ruolo dell'Ecolabel UE negli appalti pubblici e come parametro di riferimento per l'eccellenza ambientale.
  • Effettuare alcuni studi preparatori sui gruppi di prodotti, congiuntamente per gli appalti pubblici verdi, la progettazione ecocompatibile, l'etichettatura energetica e gli strumenti dell'Ecolabel. In questo modo si ridurranno i costi, evitando le incongruenze che possono emergere negli studi commissionati da differenti DG in relazione a differenti strumenti.
  • Migliorare la coerenza e l'integrazione tra l'Ecolabel UE e i marchi regionali/nazionali esistenti. 

 

Per quanto riguarda il regolamento EMAS, e i risultati in chiaroscuro del controllo di adeguatezza, l'impegno e il sostegno degli Stai membri costituiranno fattori decisivi per la prosecuzione del regime. Pertanto, nel 2017 la Commissione cercherà di avere conferma dell'impegno degli Stati membri, per:

  1. la prosecuzione del regime;
  2. l'attuazione di misure per favorirne una migliore diffusione.

In funzione del sostegno degli Stati membri la Commissione metterà a punto interventi per incrementare ulteriormente il valore aggiunto del regime:

  • elaborare, in cooperazione con gli Stati membri, opportunità supplementari per utilizzare EMAS come strumento per ridurre gli oneri amministrativi e semplificare gli obblighi regolamentari. Vi è un grande potenziale per quanto riguarda l'uso dello strumento per ridurre gli oneri amministrativi e semplificare gli obblighi regolamentari che è stato valorizzato in modo disomogeneo nei diversi Stati membri;
  • utilizzare la convalida della conformità e la trasparenza in materia di prestazioni ambientali richieste da EMAS per facilitare l'attuazione di politiche ambientali negli ambiti dell'energia, emissioni nell'atmosfera, biodiversità, acqua o gestione dei rifiuti;
  • esaminare in che modo l'attuazione del regime EMAS possa essere meglio integrata nel piano d'azione verde per le PMI15;
  • stabilire una chiara strategia di comunicazione, che individui i pertinenti destinatari e la divisione delle responsabilità per le attività di promozione condivise con gli Stati membri, l'industria e i pertinenti moltiplicatori, in linea con le dieci priorità, in particolare il programma per l'occupazione e la crescita;
  • promuovere l'imprenditoria europea, con particolare attenzione alle imprese di punta e ai vantaggi competitivi in cooperazione con gli Stati membri ed EMAS in quanto regime "di eccellenza" per la gestione ambientale;
  • tenere conto delle modifiche apportate alla norma ISO 14001 nel 2015 e dell'interazione tra EMAS e tale norma rivista;
  • riprodurre le misure attuate dagli Stati membri che hanno conseguito un numero elevato di registrazioni EMAS e sono considerate alla stregua di migliori pratiche;
  • assicurare canali di comunicazione efficienti tra le organizzazioni e le autorità in modo che le prestazioni ambientali verificate e la conformità giuridica di EMAS possano essere utilizzate per facilitare l'attuazione di altre politiche in campo ambientale. 

 

In conclusione, si, EMAS ed Ecolabel UE sono due strumenti che possono davvero contribuire al passaggio delle imprese verso un'economia circolare, anche se ogettivamente ci sono ancora numerosi aspetti da migliorare.

Per consultare i documenti relativi a questo studio Fitness Check qui i link al sito della Comissione Europea: