La vitivinicoltura sostenibile: SQNPI e VIVA insieme. I primi risultati

Si è tenuta venerdì 6 aprile a Piacenza la conferenza dedicata alla vitivinicoltura sostenibile, il Ministro dell'Ambiente e quello delle Politiche Agricole hanno siglato un comune programma di lavoro volto ad armonizzare e integrare lo standard di Qualità Nazionale sulla Produzione Integrata (SQNPI) e il protocollo VIVA dedicato alla sostenibilità nella Vitivinicoltura.

L’obiettivo dei ministeri è quello di arrivare ad uno standard di gestione sostenibile misurabile e certificabile, gestito nell’ambito dei sistemi di qualità e che sia un riferimento per le produzioni italiane e un biglietto da visita per le produzioni made in Italy sui mercati internazionali. 

 

Le relazioni

 

Tra i relatori presenti al convegni Giuseppe Ciotti del MiPAAF ha spiegato come SQNPI, insieme alle Regioni abbia definito, compito non facile, cosa è qualità: cosa deve fare un’azienda per raggiungere un buon livello sulle sue produzioni. La risposta è stata buona e il Sistema Qualità oggi viaggia su oltre 10mila adesioni.

Nicola Fascetti del Ministero dell’Ambiente ha parlato di VIVA e del lavoro sull’individuazione di quattro indicatori Acqua Aria Vigna e Territorio che possono essere misurabili e rappresentativi di pratiche a basso impatto ambientale.

È possibile arrivare a uno standard comune? Lucrezia Lamastra, ricercatrice della Cattolica di Piacenza, partecipa al Gruppo di lavoro interministeriale, che si sta occupando creare uno standard di gestione sostenibile del settore vitivinicolo integrando le modalità produttive  previste dal SQNPI con le metodiche di valutazione di  VIVA.

Ripercorrendo l’archeologia della produzione integrata Carlo Malavolta della Regione Emilia- Romagna ha ricordato come sia un compromesso ottimale per arrivare alla qualità in aree di agricoltura intensiva.

Vittorio Rossi che per la Cattolica guida lo spin-off Horta, ha raccontato come sebbene il mercato di agrobiofarmaci sia in un momento di grande crescita e attività, la comunicazione fatica a comunicare, a fare arrivare messaggi corretti e credibili ai consumatori. La comunità scientifica deve impegnarsi di più anche perché proprio i consumatori hanno mostrato più volte di esse disposti a spendere per la qualità.

La certificazione in questo può essere d’aiuto: offre sempre una garanzia e un valore aggiunto. Vincenzo Arra di CCPB ha illustrato come si svolgono i controlli del SQNPI.

A Ettore Capri sempre della Cattolica e Carlo Alberto Pratesi dell’Università Roma Tre sono state affidate le conclusioni. Capri ha messo in luce la necessità di un approccio transdisciplinare, utile a diffondere un’educazione agricola che aiuti le persone, non solo come consumatori, ma come cittadini ad essere più sostenibili. Pratesi insegna Marketing, innovazione e sostenibilità, quando ha cominciato non erano tre parole che potevano stare insieme, oggi il loro legame è evidente e irrinunciabile. Questa è la strada per il futuro.

(Dal web: Ufficio stampa e comunicazione CCPB)