Vino ed economia circolare: dagli scarti del vino al tessuto vegetale.

Vegea foto

L’Italia è il più grande produttore di vino, in quanto detiene circa il 18% della produzione mondiale, nel mondo vengono prodotti 26 miliardi di litri di vino e da questi, derivano 7 miliardi di kg di vinaccia.

Partendo da questo dato, i fondatori di VEGEA srl hanno pensato di utilizzare questo prodotto di scarto, la vinaccia, per ideare altri sottoprodotti o prodotti dal valore aggiunto e produrre quindi un nuovo tipo di tessuto vegetale al 100%.

Hanno calcolato che potenzialmente ogni anno si possono produrre, dai 7 miliardi di kg di vinaccia, ben 3 miliardi di mq di un nuovo tessuto vegetale, un biomateriale che si ottiene della lavorazione delle fibre e  degli oli contenuti nella vinaccia: una materia prima totalmente naturale costituita dalle bucce, semi e raspi dell’uva che si ricavano durante la produzione del vino. 

VEGEA srl nasce a Milano nel gennaio 2016 come azienda di produzione di nuove pelli vegetali, fondata sui principi di sostenibilità, etica, tutela della salute dei lavoratori e dei consumatori, nel totale rispetto dell’ambiente. Attualmente è insediata nell’incubatore di Progetto Manifattura, il polo clean tech e dell’economia circolare italiano di Trentino Sviluppo.

 

La circolarità del prodotto

 

In collaborazione con Centri di Ricerca Specializzati nella sintesi di macromolecole viene condotto uno studio su vari prodotti vegetali dell’agroindustria, con l’obiettivo di creare materiali biobased da fonti vegetali rinnovabili. 

Questo studio ha portato ad identificare i derivati della lavorazione vitivinicola, la vinaccia, come la materia prima ideale. Essa contiene composti polifunzionali che costituiscono la base ottimale per la creazione di tessuti tecnici ecosostenibili. 

La valorizzazione dei sottoprodotti della lavorazione vinicola è importante per la sostenibilità ambientale. Nel processo produttivo di Vegea, tali derivati di natura organica vengono trasformati in un biomateriale dall’ alto valore aggiunto.

Hanno ideato e progettato dei severi protocolli interni di qualità e di testing delle materie prime, per garantire la tracciabilità della filiera produttiva, garantendo così il rispetto dei dettami degli allegati XVII e XIV del regolamento Europeo sulle sostanze chimiche REACH e della lista ECHA delle sostanze candidate SVHC.

Oltre a non inserire nel processo produttivo sostanze pericolose per la salute dell’uomo, non sono utilizzate le classi di sostanze che sono catalogate come dannose per l’ambiente.

 

Wineleather, la prima pelle vegetale

 

Si tratta della prima pelle al 100% vegetale, che viene prodotta grazie a uno speciale trattamento delle fibre e degli olii contenuti nella vinaccia, una materia totalmente naturale, costituita dalle bucce, semi e raspi dell'uva che si ricavano durante la produzione vinicola. 

Questo nuovo prodotto ha avuto già divversi riconoscimenti, come il premio Global Change di H&M, considerato il premio internazionale più importante dell'economia circolare e dell'innovazione nel fashion business.

Pelle dal vino, dunque, senza usare una goccia di petrolio, senza utilizzare sostanze inquinanti, consumando poca acqua e senza, ovviamente, uccidere nemmeno un animale.  

Ad oggi l’azienda ha allargato notevolmente la gamma dei colori disponibili, utilizzando coloranti che rispettano le più stringenti normative in tema ambientale e sta sviluppando varianti del materiale che differiscono per peso, spessore, elasticità, rifinizione e goffratura.

Grazie alla Ricerca e allo Sviluppo, il nostro Paese può davvero essere una fucina di idee e prodotti innovativi che può esportare in giro per il mondo e conquistare nuovi mercati con il made in Italy.